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Come differenziare

Intro

Differenziare correttamente i rifiuti significa compiere ogni giorno una scelta concreta a favore dell’ambiente, della qualità della vita e del futuro del territorio in cui viviamo. Attraverso piccoli gesti quotidiani è possibile ridurre gli sprechi, recuperare materiali preziosi e contribuire a un sistema più sostenibile ed efficiente.
Net Education nasce anche con l’obiettivo di rendere queste informazioni più semplici, chiare e accessibili a tutti. Per questo abbiamo creato uno spazio dedicato alla raccolta differenziata, pensato per aiutare cittadini, famiglie e studenti a orientarsi facilmente tra materiali, contenitori e corrette modalità di conferimento.

Carta, plastica, vetro, organico e rifiuti particolari richiedono attenzioni diverse: conoscere il giusto conferimento permette di migliorare il recupero delle risorse e limitare gli errori che possono compromettere l’intero processo di riciclo. Anche azioni apparentemente semplici, come svuotare un contenitore o separare materiali differenti, possono fare una grande differenza.

Imparare a differenziare non significa soltanto seguire delle regole, ma sviluppare una maggiore consapevolezza verso ciò che consumiamo e ciò che scartiamo. Ogni rifiuto correttamente separato può trasformarsi in una nuova risorsa, riducendo l’impatto ambientale e favorendo un modello più responsabile e circolare.

Con strumenti intuitivi, indicazioni immediate e contenuti educativi, Net Education vuole accompagnare ogni persona in un percorso fatto di attenzione, rispetto e partecipazione attiva, perché la sostenibilità nasce prima di tutto dalle abitudini quotidiane.

Perchè differenziare il rifiuto ORGANICO – UMIDO?

Viene valorizzato quasi interamente per la produzione di energia, biometano e compost per agricoltura.

Con il corretto conferimento e con il conseguente trattamento negli impianti specifici, si abbattono le emissioni in atmosfera di anidride carbonica e di metano che si hanno quando il rifiuto organico viene conferito in modo errato, ad esempio nel secco residuo.

La porzione di rifiuti destinata al processo di selezione e compostaggio è una delle più consistenti e inquinanti tra tutti i rifiuti e la messa in pratica di sistemi di raccolta differenziata permette di ridurre la necessità di ricorrere a tradizionali vie di smaltimento come l'inceneritore e la messa in discarica;

Una corretta differenziazione dell'umido può innalzare di molto le percentuali totali della raccolta differenziata nel tuo comune!

Esempi di cosa conferire

Frutta, verdura, pesce, carne, pane, pasta, riso, resti di cibo in generale, fondi di caffè e tisane, filtri di tè e camomilla, tovaglioli e carta assorbente da cucina con resti di cibo, fiori recisi, cenere spenta, cialde caffè compostabili, ecc. Inoltre, i seguenti imballaggi con indicato il simbolo (a forma di triangolo composto da tre frecce) e i codici internazionali di riciclaggio: PLA-7, C/PAP-87*

Attenzione: se nella confezione non sono presenti specifiche indicazioni di conferire tale imballaggio nel rifiuto organico, tale materiale va conferito nel secco residuo indifferenziato
Esempi di cosa non conferire

Qualunque tipo di rifiuto non organico come imballaggi (carta, plastica, vetro, metalli), gusci di cozze, vongole, ossi, candele, buste contenenti alimenti, cibi caldi, liquidi, pannolini, assorbenti, stracci anche se bagnati, lettiere di animali d'affezione, inerti, mozziconi di sigarette, ramaglie, salviette, stracci, ecc.

Perchè differenziare gli imballaggi in PLASTICA?

La raccolta differenziata e il riciclo degli imballaggi in plastica permettono la produzione di “materia prima seconda” con notevole risparmio di energia e di petrolio, contribuendo così a ridurre sia l’inquinamento sia l’accumulo nell’ambiente di sostanze non biodegradabili.

Da dieci bottiglie di plastica riciclate si può ottenere PET sufficiente a creare un maglione; da 20 bottiglie, una coperta in pile; da 67 bottiglie, l’imbottitura per un piumino matrimoniale.

La produzione di “materia prima seconda” viene effettuata attraverso la lavorazione dei rifiuti in plastica, che vengono selezionati per tipologia e, in alcuni casi, addirittura per colore. Questo permette non soltanto di recuperare materia prima preziosa, ma anche di alimentare un sistema industriale in grado di offrire nuovi posti di lavoro e favorire la decarbonizzazione dei processi industriali.

In Europa, la produzione di plastica è talmente elevata che se ne trova traccia ormai in quasi tutti gli ambienti naturali. Alcuni studi stimano che negli oceani siano presenti fino a 150 milioni di tonnellate di plastica. Non si tratta solo di grandi oggetti come sacchetti o imballaggi, ma anche di microplastiche, particelle molto piccole ed estremamente difficili da rimuovere dall’ambiente.

Esempi di cosa conferire

Tutti gli involucri e imballaggi in materiale plastico, bottiglie in plastica, contenitori per liquidi come shampoo, detersivi e ammorbidenti, vaschette e sacchetti per alimenti, vaschette di polistirolo pulite, pellicole, pluriball, barre, gusci e “chips” in polistirolo, blister e contenitori rigidi o sagomati vuoti, cassette in plastica per ortaggi e frutta, retine per frutta e verdura, vasi di piccole dimensioni, grucce, pellicole alimentari e altri imballaggi plastici.

Inoltre, possono essere conferiti gli imballaggi con simbolo del riciclo e codici internazionali: PET-01, PE-HD/HDPE-02, PVC/V-03, PE-LD/LDPE-04, PP-05, PS-06, PA, O/OTHER-07, C/LPDE-90.

Esempi di cosa NON conferire

Imballaggi sporchi o imbrattati dal loro contenuto, contenitori di rifiuti pericolosi, sacchetti in materiale biodegradabile, TetraPak e poliaccoppiati, tubi in gomma, giocattoli, flaconi contenenti prodotti tossici o infiammabili, bombolette spray, solventi, imbuti, vasellame, custodie per CD, spazzolini, fiori finti, pettini, sedie e tavoli da giardino, attrezzature sportive e ginniche, annaffiatoi, terrine, polistirolo da imballaggio di piccole e grandi dimensioni e altri oggetti non classificabili come imballaggi in plastica.

Perchè differenziare gli imballaggi in CARTA, CARTONE e TETRAPAK©?

La carta e il cartone sono tra i materiali più utilizzati per gli imballaggi, non solo nella creazione di involucri rigidi e resistenti, ma soprattutto nel comparto alimentare.

Per produrre una tonnellata di carta vergine occorrono circa 2,5 tonnellate di legname, 44.000 litri di acqua e 840 Kwh di energia. Per produrre una tonnellata di carta riciclata bastano invece 1.800 litri di acqua, con un enorme risparmio di energia e di risorse naturali.

Riciclando la carta si riducono inoltre le emissioni di anidride carbonica in atmosfera: una tonnellata di carta riciclata può evitare fino a 210 kg di CO2 equivalente.

Non bisogna dimenticare che la carta proviene dagli alberi: riciclando circa 70 kg di carta si può risparmiare l’abbattimento di un intero albero.

Esempi di cosa conferire

Giornali e riviste, cataloghi ed elenchi telefonici, volantini e materiali pubblicitari, libri e quaderni, cartoni, sacchetti di carta, scatole di cartoncino per alimenti come quelle per zucchero, pasta e riso, scatole di cartoncino vario, contenitori in Tetra Pak© o poliaccoppiati per latte, vino e succhi di frutta, cartoni per pizza puliti e privi di residui organici.

Inoltre, possono essere conferiti gli imballaggi con simbolo del riciclo e codici internazionali: PAP/PCB-20, PAP-21, PAP-22, PPB/PBD-23, C/PAP-84 e altra carta con codici da 24 a 39.

Esempi di cosa NON conferire

Carta sporca, tovaglioli e fazzoletti usati, salviette umide, fotografie, carta oleata o plastificata, scatole e copertine plastificate, materiali compositi, ricevute fiscali, carta termica come gli scontrini e altri materiali non riciclabili insieme alla carta.

NON CONFERIRE gli imballaggi in carta, cartone e TETRAPAK© in sacchi di plastica. Se non previsto dal sistema di raccolta in vigore, questo errore obbliga a effettuare trattamenti aggiuntivi per separare gli scarti, aumentando costi e impurità del materiale raccolto.

Perchè differenziare gli imballaggi in VETRO e BARATTOLAME METALLICO?

Il vetro è un materiale riciclabile al 100%, resistente, sicuro, igienico e inalterabile. Insieme alle leghe ferrose e all’alluminio rappresenta uno degli esempi più efficaci di economia circolare.

Grazie al riciclo, il vetro può tornare infinite volte nelle nostre case sotto forma di nuove bottiglie e vasetti per uso alimentare. Una volta svuotati e conferiti correttamente, gli imballaggi in vetro diventano infatti una preziosa “materia prima seconda”, utilizzata per produrre nuovi contenitori e nuovi oggetti senza perdita di qualità del materiale.

La perfetta inerzia chimica del vetro permette di conservare alimenti e bevande mantenendone inalterati gusto, odori e proprietà. Non a caso, gran parte dei consumatori europei preferisce il vetro per la conservazione dei cibi, sia per ragioni legate alla sicurezza e alla salute, sia per il minore impatto ambientale.

Il vetro si ottiene principalmente dall’ossido di silicio ed è utilizzato fin dall’antichità: i primi impieghi risalgono a circa 5.000 anni fa.

Esempi di cosa conferire

Bottiglie di vetro, vasi, vasetti e loro parti, contenitori in vetro anche per medicinali purché privi del contenuto, barattoli alimentari metallici, lattine e vaschette in alluminio.

Inoltre, possono essere conferiti gli imballaggi con simbolo del riciclo e codici internazionali: GL-70, GL-71, GL-72, FE-40, ALU-41.

Attenzione: se gli imballaggi come bombole, bombolette spray o contenitori chimici riportano simboli di pericolo come “Infiammabile”, “Tossico”, “Corrosivo” o “Esplosivo”, devono essere conferiti esclusivamente presso il Centro di Raccolta comunale o impianti autorizzati per rifiuti pericolosi.

Esempi di cosa NON conferire

Lampadine, piatti e vasi in ceramica, bicchieri rotti in cristallo, ceramiche, cristalli, porcellane, terracotta, tubi al neon, specchi, barattoli contenenti sostanze chimiche, vernici e altri materiali non compatibili con il riciclo del vetro.

NON CONFERIRE gli imballaggi in vetro e barattolame in sacchi di plastica. Questo errore obbliga a sottoporre i rifiuti a trattamenti aggiuntivi per separare le impurità, aumentando costi e difficoltà nel processo di riciclo.

Perchè differenziare il rifiuto VERDE DA SFALCI e PICCOLE POTATURE?

Il corretto conferimento del verde da sfalci e piccole potature è fondamentale per il sistema integrato di gestione dei rifiuti, poiché consente di recuperare grandi quantità di materiale organico che altrimenti verrebbero destinate a discariche o inceneritori.

Attraverso il compostaggio del materiale ligneo-cellulosico è possibile trasformare questi scarti in ammendante naturale di qualità, utile per agricoltura, orti e giardini. Non si tratta quindi di una semplice riduzione del volume dei rifiuti, ma di un vero processo di recupero delle risorse.

Il compost ottenuto contribuisce a migliorare la fertilità del terreno, prevenire fenomeni di erosione e favorire il recupero di aree degradate o contaminate, generando importanti benefici ambientali.

Si tratta inoltre di un processo a “km 0”: il materiale verde raccolto nei Comuni serviti da NET viene trattato e riutilizzato direttamente sul territorio.

Esempi di cosa conferire

Potature provenienti da orti e giardini privati, erba tagliata, sfalci, foglie, residui derivanti dall’estirpazione di piante infestanti e piccole ramaglie provenienti esclusivamente da utenze domestiche.

Esempi di cosa NON conferire

Ceppi di legno, rifiuti ingombranti e qualsiasi altro tipo di rifiuto non appartenente alla categoria del verde domestico.

ATTENZIONE: grandi quantitativi di erba e ramaglie ingombranti devono essere conferiti presso i Centri di Raccolta comunali.

Autocompostaggio domestico

Non dimentichiamoci dell’autocompostaggio in giardino: una pratica semplice e naturale che permette di gestire direttamente a casa la frazione organica dei rifiuti domestici, trasformandola in compost utile per orti, giardini e attività agricole.

Attraverso il processo di compostaggio, gli scarti alimentari e vegetali vengono convertiti in un ammendante naturale, contribuendo a ridurre in modo significativo peso e volume dei rifiuti urbani.

Possono essere compostati avanzi di frutta e verdura, fondi di caffè, gusci d’uovo, oltre a foglie, fiori, erba tagliata e piccoli residui di potatura provenienti dalla manutenzione delle aree verdi domestiche.

L’utilizzo del biocompostatore può inoltre consentire una riduzione del 20% sulla parte variabile della tariffa rifiuti, secondo quanto previsto dal regolamento comunale vigente.

Perchè differenziare e separare il rifiuto SECCO RESIDUO INDIFFERENZIATO dalle altre frazioni?

È fondamentale ridurre quanto più possibile la quantità di rifiuto secco residuo indifferenziato, separando con attenzione tutti i materiali che possono essere riciclati o avviati a recupero, come organico, carta, plastica, vetro, barattolame e verde, adottando anche comportamenti di consumo più consapevoli.

Una corretta separazione quotidiana dei rifiuti permette di valorizzare le diverse frazioni e di evitare che materiali recuperabili finiscano nel flusso del secco residuo, che rappresenta la parte non riciclabile né compostabile dei rifiuti urbani.

Il rifiuto secco residuo non è infatti recuperabile come materia e non può essere compostato. Tuttavia, una parte viene trattata e valorizzata come CSS (combustibile solido secondario) o CDR (combustibile da rifiuto), mentre la quota restante viene destinata allo smaltimento in discariche autorizzate o al recupero energetico tramite termovalorizzazione.

L’impianto di trattamento dei rifiuti indifferenziati NET di San Giorgio di Nogaro consente un trattamento meccanico del rifiuto, avviando la maggior parte del materiale a recupero di materia ed energia, in un’ottica moderna di economia circolare.

Esempi di cosa conferire

Piccoli oggetti in ceramica, pannolini, pannoloni e assorbenti, carte oleate o plastificate, rasoi usa e getta, cassette audio e video, spazzolini, penne, piccoli imbuti, cassette in polistirolo per prodotti ittici, polistirolo da imballaggio in modiche quantità e ben ridotto di volume, lettiere per animali domestici, gusci di cozze e vongole, ossi, candele, stracci e vestiti rotti, scarpe, tessuti, gomma, pelle, cuoio, mozziconi di sigaretta e salviette.

Esempi di cosa NON conferire

Tutti i rifiuti riciclabili delle altre frazioni, rifiuti liquidi, pericolosi, infiammabili, ingombranti, elettrodomestici e RAEE, polistirolo da imballaggio di grandi dimensioni, materiali da demolizione come cartongesso e inerti, erba e ramaglie, medicinali, pile e batterie, barattoli di vernice, siringhe, lampadine e altri rifiuti speciali.

NON CONFERIRE IL RIFIUTO ORGANICO NEL SECCO RESIDUO: questo errore compromette la qualità del rifiuto, aumenta le quantità destinate a discarica e comporta un impatto ambientale e costi di gestione più elevati.

Centro di Raccolta comunale

Il Centro di Raccolta è uno spazio dedicato al conferimento di numerose tipologie di rifiuti differenziati, anche voluminosi, che non possono essere gestiti attraverso la normale raccolta domiciliare.

Presso il centro possono essere conferiti materiali come legno, ramaglie, verde da sfalci e potature, imballaggi metallici, RAEE ed elettrodomestici, tubi fluorescenti, ingombranti, materassi, mobili, polistirolo da imballaggio di grandi dimensioni, batterie, farmaci, oli alimentari, pneumatici, vernici e modeste quantità di materiali da demolizione e costruzione.

In presenza di quantità elevate o materiali particolarmente voluminosi, possono essere conferiti anche rifiuti normalmente destinati alla raccolta porta a porta come organico, carta e cartone, plastica, vetro e barattolame.

L’accesso è consentito esclusivamente agli utenti TARI regolarmente iscritti e residenti nel Comune di riferimento, salvo diverse disposizioni comunali. In alcuni casi può essere richiesto l’utilizzo della Carta Regionale dei Servizi, Tessera Sanitaria o badge dedicato per il controllo degli accessi.

È vietato prelevare materiali dal Centro di Raccolta o conferire rifiuti provenienti da attività produttive non autorizzate. Per agevolare le operazioni di conferimento, i materiali devono essere ridotti il più possibile di volume e rispettare le modalità indicate dal regolamento comunale.

Attenzione: l’accesso ai centri è consentito fino a un massimo di 10 minuti prima dell’orario di chiusura previsto dal proprio Comune.

Video Tutorial

La raccolta differenziata di Net

Rifiuto organico umido (no liquidi)

Imballaggi in plastica

Imballaggi in carta, cartone e Tetra Pak

Imballaggi in vetro e barattolame

Secco residuo (indifferenziato)